Primum crescere
Lo spostamento della sede per la preparazione del decreto sullo sviluppo dal ministero dell’Economia e delle finanze a quello dello Sviluppo economico, che fin dalla sua denominazione appare il luogo naturale per questa operazione, è un’occasione da non perdere per l’esecutivo e per la leadership di Silvio Berlusconi. Il testo che stava preparando il Tesoro era un bricolage di misure “a costo zero” di semplificazione di leggi e regolamenti più qualche piccola liberalizzazione nei servizi, senza alcun apprezzabile impatto sulla crescita nell’immediato e nel medio termine.
7 AGO 20

Urge quindi trovare nelle uscite correnti le economie di spesa. A parte ciò, occorre anche voltare pagina e creare nel prossimo biennio un fondo per la vendita dei beni pubblici. Se ci fosse necessità di trovare risorse queste potrebbero derivare da un condono tributario che non deve essere né scartato aprioristicamente per ragioni moralistiche né fatto assurgere come una priorità.
Sarebbero invece fondamentali i collocamenti in Borsa di Anas, Poste Italiane e Ferrovie dello stato per sottoporle al vaglio e alla spinta del mercato. Insomma urgono piani all’insegna di una liberazione dalla manomorta pubblica a favore di iniziative e capitali privati, anche esteri. Quello che occorre è la volontà politica. Silvio Berlusconi ha la possibilità, adesso che il decreto sviluppo lo preparerà il ministero retto da Romani, di dare quell’impronta liberista e pro crescita a un provvedimento fondamentale tanto quanto la manovra di correzione di finanza pubblica approvata lo scorso agosto.
Sì, più crescita è possibile averla.
Sì, più crescita è possibile averla.